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lunedì 22 aprile 2013

Je vais bien

Quante volte incontriamo qualcuno e gli chiediamo semplicemente "Ciao come stai" ?
Un gesto normalissimo, consumato numerose volte al giorno, che pero' nasconde un'infinità di domande e cavilli insidiosi.
A volte si chiede per cortesia, per pura forma, altre per sincero interessamento...
A volte si risponde con sincerità, a volte si finge di stare bene per non intavolare discorsi scomodi, oppure si ha voglia di lamentarsi e quindi si cercano a tutti i costi per affermare di stare male.
Le basi, l'abc dei rapporti sociali, sono una giungla di intenzioni non confessate, di cose non dette e lasciate sospese, di impressioni ingigantite.
Questa la mia riflessione data dall'ascolto di questo pezzo di Chiara Zocchi, brillante e poliedrica artista varesina.
Je vais bien, canzone delicata ed elegante, pregna di messaggi che arrivano da una sensibilità senza dubbio straordinaria, fuori dal comune.
E voi, come state?


Je vais bien - Chiara Zocchi 


ENJOY :)


martedì 9 aprile 2013

Passo doppio

Ci sono cose che nella vita vanno digerite... la peperonata per esempio, ma anche le vecchie relazioni... (o quelle in pausa).
BENE!!!
Digeriamo, esorcizziamo, passiamo oltre... come???? 
Scrivere è un metodo valido, e anche cantare.
Quindi ora vi stresso con due miei sfoghi. Posso? Si vero? Al massimo passate al prossimo post...

Prima mossa : Amante di cose a caso è un pezzo che scrissi nel 2010 in seguito ad un'esperienza abbastanza particolare con una persona unica nel suo genere (e meno male oserei dire...) ma ben si adatta a quello che provo in questi giorni.
Seconda mossa: ho realizzato la cover di "Ancora Ancora Ancora"  poco tempo fa, quasi come una dedica disperata. Ora me la riascolto e me la ricanto a squarcia gola.

Se vi va, ENJOY :)

Amante di cose a caso

La luce fredda dell'abisso spezza le clavicole,
smorza il respiro folle nell'insana idolatria.

Il sesso attenua il panico ed innesta la vertigine
che mi si insinua dentro come dolce malattia d'amore...

STRAPPAMI LA RAGIONE
FALLO SENZA PARLARE
STUPRAMI MENTE E CUORE
NEUTRALIZZAMI AMORE !

Amante di cose a caso sarò
per proteggermi da te che mi vuoi bene,
per allontanarti e per tenerti più vicino a me;
amante di cose a caso, io sarò, per te.

Nel mondo che mi culla e che mi esplode nelle viscere,
la tua voce è l'unica più forte della mia.

E le mie perversioni ora si vestono di maschere
per consolarmi ma mi sono perso dentro te amore...

STRAPPAMI LA RAGIONE
FALLO SENZA PARLARE
STUPRAMI MENTE E CUORE
NEUTRALIZZAMI AMORE !
NEUTRALIZZAMI

Amante di cose a caso sarò
per proteggermi da te che mi vuoi bene,
per allontanarti e per tenerti più vicino a me;
amante di cose a caso, io sarò, per te.




domenica 31 marzo 2013

Troppo sushi e un sorriso :)

Sabato notte, sono in overdose da sushi... è un periodo strano... mi sento ferito ma non so bene da cosa, piango anche se guardo Tom e Jerry in tv... ho voglia di sorridere e spero di far fare lo stesso a voi...
Dunque...
Prendi un amico, geniale videomaker..
Aggiungi Michele, il dolcissimo fratello di una mia amica (vi ricordate Giorgia la cantante?)...
Condisci con Zoe, un esuberante cagnolina ruffiana e paracula da morire...
E infine guarnisci con un robot da cucina...
Il gioco è fatto!!

Buon sorriso a tutti voi

ENJOY :)

sabato 16 marzo 2013

Pozzanghere E Bagliori

Quest'oggi ho deciso di dividere con voi qualcosa che mi ha emozionato cosi' intensamente da arrivare a modificare la mia percezione delle cose.Sto parlando del precorso artistico di Silvia Giacomini ed in particolare del suo libro "Pozzanghere e bagliori".


Silvia è un personaggio a dir poco eclettico : è una scrittrice ma non solo, principalmente infatti è una grande ed intensa attrice, inoltre realizza dipinti ed incisioni.

Ecco cosa dice di lei il sito progettocultura.it
Silvia Giacomini, classe 1976, è attrice di teatro e autrice di testi teatrali. Il suo monologo “La vestale”  ha debuttato nel 2009 a Milano. Da qualche anno ha avviato l’attività della propria compagnia: “I desideranti”, nome che etimologicamente rinvia alla tensione dell’uomo verso le stelle e l’infinito. Sulla base dell’esperienza presso la scuola di formazione in Drammaterapia di Lecco, ha collaborato alla conduzione di laboratori di teatro.  Ha frequentato corsi di disegno e di incisione e le sue opere sono presenti in rassegne personali e mostre collettive.


Tutto vero, ma Silvia è molto piu' di questo. Cruda e poetica, forte, aspra, intensa fino a fare male, proietta la sua anima smisurata nella sua arte e raggiunge picchi di lirismo strazaianti nella loro purezza.

Ho avuto la fortuna di collaborare con lei al suo spettacolo "Luce Nera" e devo dire che è stata un'esperienza catartica, senza abusare del significato del termine! Quando recita, Silvia, ci apre alcuni dei suoi numerosi mondi interiori, costringendoci a metterci in contatto cn parti di noi che in genere non ascoltiamo per pigrizia, per paura, o piu' semplicemente per comodità. Leggerla, ascoltarla, viverla, ci fa capire quanto in ognuno di noi vivano essenze contrastanti, lesioniste, autodistruttive, angeliche, divine addirittura.
I suoi personaggi sono inseriti in contesti reali, eppure rifuggono dalla realtà. Astratti, disturbati, violenti e candidi, ci mostrano baratri in cui noi stessi potremmo cadere e vie lungo le quali potremmo ascendere verso maggiori consapevolezze, verso una spiritualità piu' profonda.

Il mezzo che vi consiglio per accostarvi alla sua visione del mondo è la lettura di "Pozzanghere e bagliori", raccolta di dodici racconti che, come dodici carezze (o dodici pugni nello stomaco), disvelano personaggi unici e momenti di assoluta intensità.
Tra i racconti, il mio preferito è "La Vestale", un monologo affascinante ed avvincente che ci accompagna dolcemente in un'idilliaca antichità, ci fa immergere nelle atmosfere del templio di Vesta e delle sue sacerdotesse per poi svegliarci e scioccarci con un finale a sorpresa assolutamente mozzafiato: la sacerdotessa che tanto ci ha intrigato per tutto il racconto, altri non è che una ragazza con disturbi mentali che si era autoimposta una realtà alternativa per sfuggire alle pressioni del mondo circostante. Evito di svelarvi anche gli ultimi dettagli per non rovinarvi la sorpresa ma, credetemi, è qualcosa di pazzesco!
Silvia Giacomini, Pozzanghere e bagliori. ENJOY :)




venerdì 15 marzo 2013

avvolgi la mano sui miei capelli arruffati e un lieve movimento imperioso tende il mio collo all'indietro. Scintilla secca che corre lungo la schiena inciampando di vertebra in vertebra. Incagliandosi sul rilievo della mia colonna come elettricità magnifica che esplode sui fianchi trafitti da piacevoli spilli. 

Mi sento in trappola, non mi piace essere dominata... o forse si. 

questo gioco mi attrae e ti lascio fare senza opporre resistenza. La tensione ai capelli solo appena un po' dolorosa, ma che in fondo è quello che cerco, quello che ho sempre voluto. 

Non mi piace essere dominata,  mi sento preda. afferrata al collo da denti lucenti come sciabole e paralizzata dall'estasi e dalla morte. 

Non mi piace e mi fa impazzire allo stesso tempo. 

Le mie spalle contro il tuo torace e il tuo respiro che si evolve e mi fa sussultare mentre anche il mio respirare si affanna e le tue arroganti dita spingono sulle mie labbra gonfie di attesa un boccone succoso di un cibo che non riconosco. 

Non voglio lasciartelo fare. 

non voglio che tu mi nutra mentre sei in possesso del mio corpo, ma insistenti le tue dita premono e non ammettono repliche. 

Dischiudo piano le labbra che pulsano dall'afflusso di sangue improvviso, accogliendo nella mia bocca il tuo nutrimento e le tue dita che ora non voglio lasciare andare, che trattengo con i denti con leggera e determinata presa e delle quali voglio cibarmi al contempo. 

Un sapore vivido m'invade, un sapore bagnato di mollusco marino, viscido e promettente, misto al sapore metallico di labbra morse nel gioco... della mia lingua che ora cerca il tuo invadermi. 

Se mi stai sfidando son pronta ad essere sfidata. 

Se vuoi che io muoia della tua morte, son qui che aspetto. 

Sai che son capace di ribellioni improvvise, di divincolarmi dalla tua morsa, quando lo voglio e azzannarti a mia volta. 

Sai che puoi far di me quel che vuoi, lasciarmi vivere o morire. 

Mi piace anche il terrore che tu provi, la consapevolezza che non puoi arrestarmi e che scorgi con chiarezza lucida nei miei occhi, mi piace che non molli la presa e continui a trattenermi nell'incertezza delle mie reazioni. 

Mi piace il tuo credere di potermi nutrire per non lasciarmi andare. 

Mi piace essere nutrita e pensare di non poter vivere senza il tuo nutrimento. 

Mi piace sentire ancora la mia schiena inarcuata, i miei capelli tirati, il collo scoperto e vulnerabile e i miei muscoli contratti che attendono... 
guenda 


e Claudio mi ha aiutata ad esaltare i sensi con la sua arte. I profumi, la consistenza, i sapori accesi...ancora un modo per trattenermi.
Mi piace toccare il cibo con le mani in un rapporto voluttuoso, di sopravvivenza e di infinito piacere.


Claudio:
anni fa  mi inventai qualcosa di fenomenale, gamberi appena scottati al vapore, poi sgusciati e fatti marinare nel succo di arancio e limone, accompagnati da un'insalata di frutta tropicale tagliata a lamelle sottilissime e da una dressing fatta di yogurt greco , olio extravergine sale e pepe bianco.
direi che ci sono i crostacei, il pepe, i colori caldi della frutta, la delicata carezza della salsa sul palato...

Per 2 persone: 

12 mazzancolle

-succo di 1/2 arancio

-succo di 1/2 limone

-1/2 bicchiere di vino bianco

-un rametto di maggiorana

-yogurt greco, 1 vasetto

-olio extravergine d'oliva 2 cucchiai

-1 mango

-1/2 ananas

-sale e pepe bianco qb

mettere un po' d'acqua sul fondo di una pentola, aggiungere il vino e la maggiorana,sistemare il cestello per la cottura a vapore e adagiarvi le mazzancolle col guscio. scottare per 3 minuti, quindi 
sgusicare i crostacei e lasciarli marinare nel succo degli agrumi per almeno un'ora. 
tagliare la frutta a lamelle sottili 

preparapre una salsa emulsionando:
-lo yogurt greco
-l'olio
-il sale ed il pepe bianco

servire i gamberi accompagnati dalla salsa e dall'insalata di frutta

ricetta e capolavoro di: claudio

martedì 12 marzo 2013

tormenta

avendola citata, non posso far altro che condividere con voi questo dono bellissimo che ho ricevuto, inaspettato,  una notte dal suo autore. ho aperto il file e le mie mani si son bloccate sulla tastiera  e mi è mancato il respiro e qualcosa mi si è aggrappato allo stomaco in un modo così potente che fatico a descrivere. la testa presa in un vortice e l'anima incrinata dalla bellezza assoluta del testo e dal graffio della voce di Giorgia perfetta nell'intento. così son rimasta per un tempo interminabile, forse per il resto della notte confondendo il mio spirito con quella tormenta, e così mi ritrovo ogni volta che l'ascolto , e non so sfuggire alla sua intensità.
grazie, Claudio, per avermi permesso la sua pubblicazione in questo spazio, e grazie per uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto.

lunedì 11 marzo 2013

Delirio alla Sour Cream

Notte fonda, la sour cream è pronta... ho mescolato panna, yogurt e succo di limone in una ciotola ed ho aspettato che il tempo facesse la sua magia... poche ore e wow! Eccola, densa e cremosa, avvolgente... pronta per preparazioni dolci e salate.
Avvolgente.
Questo aggettivo mi ha fatto venire in mente qualcosina da proporvi... l'ennesima chilometro zero, l'ennesima amica dalle caratteristiche vocali emozionanti.
Giorgina è una di quelle persone che non puoi adorare e che molto spesso vorresti strozzare. In altre parole: that's amore!

To Make You Feel My Love (Adele Cover) - Giorgia Tajè 

Enjoy :)

domenica 10 marzo 2013

Jim, l'Angelo Dionisiaco


James Douglas Morrison




"Egli va a vedere la ragazza del ghetto
scure strade selvagge
Una baracca illuminata da una candela
Lei è una maga
Profeta femminile
Fattucchiera
Vestita all'antica
Tutta agghindata
Le stelle
La luna
Lei legge il futuro nella tua mano"




Da giorni me ne sto qui a scrivere e scrivere fiumi di parole per dare un senso alla moltitudine di immagini che il nome di questo artista mi provoca ogni qualvolta mentalmente lo nomino..
Non pensiamo spesso a ciò che una parola scatena nella nostra mente, o almeno io non mi soffermo spesso a farlo, ma una semplice combinazione di sillabe, vocali e consonanti, può portarci al sorriso estatico o alla disperazione più cupa in un battito di ciglia.
Le nostre percezioni fanno si che a questa cosa, a quella persona, a quell'altro oggetto, noi associamo un'infinità di altre cose, persone ed oggetti.
Sto divagando ma avevo bisogno di far capire, a chiunque abbia voglia di leggermi, che questo scritto nasce dal cuore e non vuole assolutamente essere una noiosissima sequela di date, nomi, titoli, luoghi.. Questo vuol essere un " a tu per tu" sussurrato, come si farebbe di notte ad occhi spalancati mentre si parla senza troppi preconcetti con qualcuno a cui si tiene, sottovoce, mostrando l'anima spogliata di ogni infrastruttura.
Quello che mi ripropongo è un viaggio personale e mentale sulle emozioni che la persona prima ed il cantante e poeta poi, Jim Morrison, hanno indotto e prodotto nella sottoscritta.




Perché ciò che è indubbio è che ogni persona  si appassioni e viva ogni cosa in modo personale e assolutamente diverso..
Per questa ragione ho chiesto ad una persona che reputo dotata di una sensibilità fuori dal comune di  esprimere di getto un suo pensiero su Jim Morrison.
Lo ha fatto in modo esemplare donandoci una poesia che racchiude in se ogni tutta la poesia, la passione, la destrutturata melodia di Re Lucertola.



“La voce selvaggia
senza schemi,
senza strategie,
ti entra nelle ossa e le scuote dal midollo.
La voce profonda
sporca di passione,
ti attraversa l'anima
lasciando segni rossi al suo passaggio.
La voce del dolore
di una bellezza maledetta,
di una rabbia che non trova pace,
di un cuore che si rivolta contro se stesso.
La voce di un angelo acido che ci ha insegnato a volare.”


                                                                                                             Claudio   


Questi versi  di Claudio, straordinario come l’uomo che li ha composti, danno appieno senso a ciò che vorrei trasmettere al lettore, Morrison può essere stato amato o meno ma il suo passaggio non può rimanere invisibile, non può cadere nell’abusato baratro di canzoni ascoltate e dimenticate, Morrison è uomo, prima di un fenomeno consumistico ad uso e consumo dei suoi posteri, lui è stato James…


Il primo ricordo che associo a Morrison è un poster, una gigantografia di una delle sue più belle foto, appeso nella camera di mia cugina.
Ero  una bimbetta ma lo stesso mi sentivo particolarmente attratta dal suo sguardo e avrò forse avuto 12 anni quando orgogliosa di ciò che stavo per fare chiesi in prestito a mia cugina un suo libro: "i Signori, Le nuove creature".
Iniziai a leggere il primo libro di Jim la sera stessa e quel suo modo, per me a quel tempo, stranissimo di comporre poesie mi rapì ancor più della sua musica che già conoscevo piuttosto bene.
Inutile dire che me ne innamorai fin dalla prima pagina, e terminato il libro nacque istintivamente in me il bisogno di capire l’uomo, non tanto l’artista, il musicista o il poeta, ma l’uomo, che James Douglas Morrison era stato.
Perché l’icona rock degli anni ’70 morta in maniera tanto tragica mi calamitasse con tanta insistenza l’ho scoperto solo dopo una lunga ricerca nei meandri delle mie percezioni, nel mio intimo, nel sentito, voluto e cercato.
Identificazione, inizialmente fu così.

Mi rivedevo in parte in quel ragazzo, avevo letto la sua storia, sapevo come e perché era diventato il mito Jim Morrison, come la sua vita fosse stata un concatenamento di eventi e la sua anima inquieta mi sembrava comprensibile e per certi versi simile alla mia.
Osservavo quel ragazzo dai lineamenti tanto angelici quanto sofferti quando nei suoi concerti lasciava il conscio per dar sfogo alla sua voce interiore ed il suo viso diventava una maschera, i suoi occhi perdevano espressione e vacui osservavano e vedevano altri luoghi, altre persone, sempre in perfetto sincronismo con le atmosfere che la band suonava pigiando sui tasti o martellando magistralmente la batteria.
Come lui stesso ammise più volte i Doors iniziavano un pezzo, anche piuttosto semplice e nel bel mezzo di… lasciavano libero sfogo a se stessi e tutti prendevano ad improvvisare e ne nasceva poesia cantata, poesia sofferta e sentita.
Dell’uomo Jim ho sempre amato il lato melanconico, incompleto, triste, il voler capire, comprendere e cercare, ho amato le cose che lo affascinavano perché in certa misura sono le stesse che hanno sempre affascinato anche me.
Jim è per me lo Sciamano, lui che tanto aveva letto e si era documentato sull’estasi sciamanica apprezzava nei sciamani veri  il non avere un ruolo o un’età scontata, il non dover per forza di cose ricoprire un ruolo destinatogli da altri.
A loro Jim invidiava la capacità di vedere, la capacità di trasportare nell’istante stesso in cui si facevano trasportare dalla loro gente, in quel  momento necessario ed indispensabile per vedere prima e per raccontare ciò che hanno visto poi.
Ed è un po quello che Jim faceva nei suoi concerti quando incitava, aizzava, abbracciava idealmente, e non solo, le folle, non tanto per il gusto di essere celebrato come la star indiscussa del rock quanto perché bisognoso di quell’esperienza per raggiungere una comunione dei sensi.
Lui incapace di alzarsi e leggere i suoi scritti dinnanzi ad una platea silenziosa diventava davvero l’angelo dionisiaco capace di tutto quando davanti ad un microfono e con la band alle spalle intonava la prima nota dei suoi concerti.
Le sue canzoni null’altro erano che la sua poesia musicata.
Cantare lo rendeva sicuro, invincibile, protetto.
Poetare invece era un istinto inalienabile, un bisogno intimo, liberatorio ed al contempo di affannosa ricerca di se, del mondo, dei meccanismi umani, politici e sociali.
Pochi sanno che mai sarebbe diventato la star dei Doors se da ragazzo non si fosse a lungo rifugiato nei libri, nei grandi classici.

Il nome The Doors fu ispirato proprio da un verso di una poesia di William Blake: « Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente è: infinita. », verso ripreso a sua volta da Aldous Hoxley  nel suo trattato sugli effetti della mescalina intitolato: “Le porte della percezione”.
Percezione, capacità di percepire, è esattamente questo che identificava James, e di questo lui ne faceva la sua dottrina.

Ciò che va detto è che ognuno di noi percepisce il mondo interno ed esterno in modi e maniere diverse, pochi, pochissimi, sanno trarne davvero frutto, anche se ad un osservatore disattento la loro percezione resta per lo più incomprensibile..
Per questo preferisco che parlino parole sentite e venute di getto da una penna che reputo percettiva come poche altre...
Un ultimo appunto il saper percepire è fondamentale quasi quanto saper poi condividere le proprie percezioni con altri..

“Oddio, che paura! Temo di aver scoperto qualche cosa che in me non va, che non funziona come dovrebbe funzionare.
Che qualche cosa non funzionasse nel modo giusto a dire la verità, lo ho sempre sospettato, ma credevo di essere solo un po' strana e non gli ho mai attribuito un gran peso.
Ma qui non si tratta più di alcune mie peculiarità, ma proprio di un mal funzionamento biologico.
Mi è venuto l'atroce dubbio che il mio apporto di glucosio al cervello non sia adeguato, non sia sufficiente.
E ora cosa faccio?
Chiamo il mio medico e gli racconto il mio sospetto e perchè lo sospetto?
Così invece che prescrivermi qualche esame, mi consiglierà di sicuro una visita psicologica, che non mi farebbe male, intendiamoci, ma di sicuro non servirà a sfatare le mie paure.
Da quel che ricordo Guenda è nata così, con una poca propensione a dedicarsi delle cose oggettive del mondo, poco interesse ad occuparsi della propia sopravvivenza e in ultima analisi anche dei rapporti con gli altri, mentre poteva incantarsi per ore ad osservare una luce o uno scintillio che aveva catturato la sua attenzione.
Il mondo di Guenda-bambina non è mai stato un mondo fisico, non un luogo, per lo meno, ma una specie di viaggio dove le “cose” si accendevano di luce propia, e brillavano e si manifestavano nella loro essenza più pura. Nulla ha mai preteso, però, di diventare qualche cosa di diverso da sè o di trascendere e prescindere dal loro esistere in quel luogo o quello spazio. Un bicchiere restava un bicchiere, una foglia, una semplice foglia... un suono, un suono.
Ma il bicchiere, la foglia e il suono mostravano tutta la potenza del loro essere assoluti.
L'infinito racchiuso nel finito.
Come se il mondo platoniano delle idee avesse abbandonato la regione assegnatagli e avesse permeato il mondo, e la stessa caducità del mondo, rafforzasse il concetto dell'”idea”.
Mio dio, quanta bellezza racchiudono le “cose”!
Così tanta che gli occhi fanno fatica a staccarsi, così tanta che si può arrivare a credere che non vi sia altro di più meraviglioso che star li ad osservare all'infinito.
Che il glucosio nel nostro cervello stia lì ad impedire che si impazzisca?
Che sia la nostra sentinella che trattiene l'anima fulgida dell'universo dal manifestarsi ed esplicarsi, semplicemente distraendo i nostri sensi? Semplicemente facendo si che il nostro interesse sia volto, appunto, ai problemi della sopravvivenza occludendo in qualche maniera i processi chimici del nostro pensare predisposti all'estasi?
L'osservare il mondo dentro al mondo non è un pensiero stravagante, almeno per alcuni...
I loro occhi vedono, le loro dita affondano la compattezza delle superfici andando a confondersi con le complicatissime architetture molecolari che costituiscono l'esistere, abbattendo i limiti segnati dai sensi, o forse, molto più semplicemente, riuscendo a spostare appena un po' i piedi da quella linea di terra e lo sguardo da quella d'orizzonte con cui i più sono abituati a pensare la prospettiva delle cose.
Non deve essere tanto difficile se Guenda-bambina sa farlo, se Guenda-donna continua ad indugiare in tali ammalianti visioni. Forse l'unica difficoltà è solo il saper tornare...”


un ringraziamento particolare ad Aldous Huxley
e al suo: “ Le porte della percezione”,
per questo mio farneticare.
Guenda"

Percezioni, infinite, bene inalienabile del nostro vivere. Lo erano sicuramente per Morrison, scrivere e riversare ogni complessa o frastagliata sensazione.
Scrivere come medianazione, ciò che il suo essere percepiva veniva riversato in centinaia e centinaia di taccuini nei quali scriveva senza posa, preso dall’impulso irrefrenabile di dar libero sfogo alle sensazioni.
Lo fece fino all’ultimo, fino a quando decise di dar fine alla sua vita da rock star idolatrata, amata, sostenuta e preferì seguire l’amata fidanzata Pamela a Parigi…pochi mesi dopo aver raggiunto la capitale francese Jim trovò la morte..aveva appena 27 anni.
Ma Jim ha lasciato, oltre ai mille dubbi che aleggiano sulla sua morte, molto altro: la sua poesia e la sua musica, il suo essere uomo.
Jim Morrison era innanzitutto un uomo con un passato e un trascorso di vita che ha dato indubbiamente origine ha molti percorsi che per sua scelta decise di seguire.
Non voglio entrare in merito  a questioni etiche o morali per il semplice fatto che voglio solo guardare quest’uomo come se mi fosse concesso farlo attraverso un vetro appannato o fumoso.
Non mi interessa sapere se è stato giusto o meno abusare di alcool o droghe, voglio immaginare Jim intento a raggiungere lo stato di incoscienza-coscienza medianica che gli sciamani si inducevano con il peyote e varcare il limite, ravvedendosi nello stesso istante del fatto compiuto.
Voglio immaginarlo ancora preso dalla sua scrittura, frenetico, con foglio intonsi mescolati ad altri scritti fittamente a mano che gli uscivano sistematicamente da ogni tasca…
Questo è l’uomo che voglio ricordare, un poeta per molti maledetto, attratto com’era dagli eccessi, dal superare costantemente i limiti, i propri limiti in primis, ma pur sempre un uomo. James appunto.


Voglio ricordarlo con una delle sue poesie che svela, al pari di altre, la sua natura e che è tra le mie più care:


 Nella seduta spiritica lo sciamano conduceva.
Un panico voluttuoso, deliberatamente evocato attraverso droghe, canti, danze, sospinge lo sciamano nella trance.
Voce mutata, movimenti convulsi.
Egli agisce come un ossesso.
Questi isterici professionali, scelti proprio per le loro tendenze psicotiche, erano un tempo tenuti in gran conto.
Essi mediavano tra l’uomo ed il mondo degli spiriti.
I loro viaggi mentali formavano il punto cruciale della vita religiosa della tribù.




                                                                                                                          
Un particolare ringraziamento a Claudio e Guenda per aver voluto condividere quest'esperienza, per me bellissima, con me. Reb.

venerdì 1 marzo 2013

La vestizione della sposa

Stamattina ho deciso di svelarvi qualcosa di me...ed ho deciso di farlo attraverso le parole di una canzone che scrissi anni fa, ispirandomi al dipinto surrealista La Vestizione Della Sposa di Max Ernst.



Indossi un oracolo,
un demone, un sogno,
uno sguardo che collega l'uomo all'animale.
Sei così bella.
Sei pronta per riflettere l'enigma di ogni donna,
per generare silenzi in cui annegare,
con discrezione


mercoledì 20 febbraio 2013

Aspettando mia nipote

Eccomi qua, metà pomeriggio, in attesa della mia nipotina che deve venire a ripassare Giulio Cesare... vi confesso che normalmente quando mi chiede aiuto per studiare se ne va sconvolta, sono piuttosto severo lo ammetto! Nel frattempo mi è venuta voglia di ascoltare musica (tanto per cambiare) e vorrei condividere anche oggi una canzone con voi.
Continuiamo con la serie del chilometro zero :)
Silvia Sciacca, cara amica e persona dolcissima, nonchè dotatissima cantante, ho sviluppatodiversi progetti nel corso degli anni.
Una cover acustica dei Guano Apes, realizzata con delicatezza, gusto e poesia, solo dalla voce e dal pianoforte.

Io me la godo, voi cosa ne pensate?


Don't You Turn Your Back on Me (cover) 

ENJOY :) 

venerdì 15 febbraio 2013

Coiffeur

Giornata di fermento... questa gelida e limpida fine d'inverno in qualche modo mi stimola e poi... mi sono svegliato con una notizia che mi ha fatto notevolmente alterare!!
Tutti sanno che non sono un estimatore di Sanremo e compagnia bella eppure nelle prime serate chiunque mi mandava sms per sapere se avevo sentito questo o quell'altro "artista" (mi viene da ridere a definire cosi' i partecipanti a questa suprema kermesse delle manfrine ma vabbè....), insomma , per farla breve, il punto è questo: ieri sera c'era ospite Antony Hegarty e nessuno mi ha detto una cippalippa di niente!!!! INFAMIIIIII !!!!
Va bene sfruttiamo l'indignazione come carburante e passiamo oltre.
Katres
Interessantissima cantautrice che ho avuto modo di conoscere nel 2010 durante una sua breve permanenza a Varese. Questo pezzo, Coiffeur, esprime un concetto basilare, che si presta a piu' chiavi di lettura e che è illuminante nella sua semplicità : IL CAMBIAMENTO DI UNA DONNA PARTE SEMPRE DALLA TESTA. Ora, a dimostrazione che a volte tra uomini e donne non c'è differenza, vado a farmi il colore per dare un po' di sprint alla giornata e vi lascio con l'ottima musica di Katres



Katres - Coiffeur (Official video - 2012) 

Enjoy :) 


domenica 10 febbraio 2013

RUNAWAY!

Domenica noiosa
Domenica post-influenza con ancora una tonsilla che pare un inquilino alieno ...
Domenica con eccessiva attività mandibolare (non so nemmeno piu' identificare quello che mi galleggia nello stomaco)
Guardando fuori sembra che la primavera stia versando un bell'acconto ma in realtà le previsioni annunciano imminenti tempeste di neve..

Facciamo un rapido inventario:

medicinali vari ce li ho
scorta di cioccolato Cailler per almeno sei vite ce l'ho
succo di mango e pesca ce l'ho
lettore ebook stracolmo di libri in formato PDF ce l'ho
PC e connessione wireless per la musica ce l'ho
coperte ce le ho...

bene, direi che mi manca solo un gatto e poi i fondamentali per la sopravvivenza ad una tormenta di neve ci sono tutti.
In attesa che tutto si imbianchi ecco un'altra proposta musicale a chilometro zero: i Thinking Crew! ovvero il grupo in cui militano due dei miei piu' cari amici, Matt e Alessia.

Beh Runaway è un pezzo che da' la carica e poi il video, con i componenti del gruppo che fanno i cretini, è davvero simpatico!
Se anche voi state trascorrendo una domenica noiosa spero di strapparvi un sorriso :)

Thinking Crew - Runaway

Enjoy :)

 

giovedì 7 febbraio 2013

eLis

Ho deciso di rompere il mio ghiaccio sahariano finalmente e di iniziare a tediarvi tutti con i miei pensieri stralunati :)
Ma tutti chi poi?
Come si chiameranno i Followers di RossoSahara?
Tuareg?
Sarebbe carino...
Ma mi sto già disperdendo e invece oggi vorrei centrarmi perchè poco fa, entrando su youtube, ho fatto una scoperta davvero piacevole.
Un video fresco fresco, appena caricato, da una cantante ben nota nella mia città : Varese. Il suo nome d'arte è eLis, al secolo Elisa Trimidini ed è  conosciuata di solito per la sua grinta, una verve rock/soul alla Janis Joplin dimostrata in anni e anni di concerti e jam sessions.
E invece sorpresa!

Da qualche giorno ecco spuntare un canale nuovo, quasi sotto copertura, senza pretese; contenente pezzi acustici delicati e assolutamente meravigliosi.

Tra i germogli di questo progetto ho trovato la cover di una canzone Nu Metal, dei Deftones, affrontata un po' come se fosse un pezzo folk : MI HA LASCIATO SENZA PAROLE


Beh non vi nascondo che io con Elisa ci ho cantato e ho sempre apprezzato questo suo lato meno "Power" e piu' intimista. Ora spero che ve lo godiate anche voi.

BE QUIET AND DRIVE - eLis (Deftones cover) 

ENJOY :)