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venerdì 18 aprile 2014

"The Passion of the Christ"...ricordi dal passato..



Eccomi di nuovo qui.. tra poche ore e festeggeremo la Pasqua..ed è per questo che ho deciso di consigliare la ri-visione di un film, cult, almeno a mio modestissimo avviso, che mi colpì particolarmente quando uscì nelle sale e che ancora oggi campeggia tra i film da me più amati in assoluto e di svelarne ,soprattutto, qualche "dietro le quinte" !
C'è da dire una cosa : è un film che ha fatto discutere e che ha diviso la critica a metà tra chi lo ha considerato molto vicino alla vera storia della passione di Cristo e chi lo ha considerato troppo brutale ed efferato,
persino antisemita..
Io non pretendo di calarmi nei meandri della critica cinematografica, preferisco considerarlo un film forte che fa riflettere e credo che questo sia il massimo da dover volere da un film che non si arroga il diritto di intrattenere e far ridere ma al contrario ha l'ardire di essere una rievocazione storia, nel caso specifico biblica..
Ma passiamo alle curiosità di cui sopra, poichè ritengo inutile dire che il film ricostruisce le ultime ore di vita di Cristo con tutta la cruda brutalità della passione, morte e resurrezione.
Il film, titolo originale
"The Passion of the Christ" è stato scritto e diretto da Mel Gibson ed è uscito in Italia nella Pasqua del 2004.
Per chi non lo sapesse è stato totalmente girato in Italia, in location assolutamente azzeccate e suggestive quali
Matera e la città fantasma lucana di Craco.
E' indubbio che questi luoghi si siano prestati meglio di qualunque altro set ricostruito dentro qualche studio a ciò
che Gibson desiderava per il suo film, la vecchia Gerusalemme è rivissuta, riflessa negli occhi dell'attore protagonista Jim Caviezel mentre percorre le vie dei sassi sotto il peso della croce.
Matera è conosciuta come la Città dei Sassi ma voglio spiegare a chi non lo sappia brevemente il perchè: Il torrente Gravina di Matera scorre in una profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città: Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Sull'altra sponda c'è la Murgia, protetta dal Parco Naturale delle Chiese Rupestri. 
E' qui nel Parco delle Chiese Rupestri che sono state girate le scene della crocefissione.
Gli antichi rioni chiamati Sassi, assieme con le cisterne ed i sistemi di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di case scavate nella calcarenite, a ridosso di un profondo burrone, la Gravina. 
Alla fine del 1993 l'UNESCO ha dichiarato i rioni Sassi Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Come detto  in precedenza oltre a Matera e qualche scena d'interno ricostruita negli studi di Cinecittà il film è stato girato anche a Craco...e proprio questo agglomerato di vecchie costruzioni mi ha affascinata in modo assoluto.
Craco vecchia sorge nella zona collinare che precede l'Appennino Lucano e negli anni sessanta un'evacuazione l'ha resa una vera e propria città fantasma quanto mai caratteristica come è facile indovinare da questa foto che ne mostra la bellezza unica aiutata dal cielo intensamente blu che crea un fortissimo contrasto con le mura cittadine. Nel film di Gibson è Craco che fa da sfondo alla scena dell'impiccagione di Giuda.
Come è possibile immaginare il film è una sintesi tratta dai Vangeli con alcuni spunti personali di Gibson e tradizioni dell'epoca che non sono però rintracciabili nelle Sacre Scritture. 
Inoltre alcune scene sono tratte dai diari della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick, vissuta tra fine settecento e gli inizi dell'ottocento e dall'opera di Maria di Agreda intitolata "La mistica città di Dio"
Un ultima curiosità per chi non lo abbia ancora mai visto : il film è stato girato completamente in latino ed aramaico, sottotitolato in italiano,con lo scopo di rendere ancora più reale l'intensità dei momenti .
Vi lascio con uno spezzone del film, augurandomi di avervi offerto una lettura "alternativa" e sperando di non avervi annoiato.




mercoledì 16 aprile 2014

Tradizione e novità racchiuse nel dolcepasquale più colorato che ci sia..


Buongiorno ragazzuole e ragazzuoli belli.. eccoci qui..la Pasqua è ormai pronta a sommergerci con la sua sacralità, che spesso viene dimenticata, e con i cibi delle feste tipici di ogni regione che non mancheranno su nessuna tavola.
Di solito non sono io ad occuparmi di cibi e cucina ma in questi giorni ho fatto vari esperimenti per rendere una ricetta della cucina tipica umbra quanto mai attuale e vorrei proporvela.


In tutte le tavole dell"OldStylePerugino" non può mancare la Ciaramicola!
Si immagino bene le vostre faccette sconvolte..chissà cos'è sta roba qua con questo nome assurdo..
Bene, ve lo spiego subito e per farlo mi aiuto con una foto trovata online che si avvicina meglio di altre alla mia amata Ciaramicola..
In realtà altro non è che una base molto semplice con l'aggiunta dell'
alchermes che gli dà il tipico colore rosa-arancio.. Io qui vi posto il link diretto di un sito di cucina che ne mostra la preparazione passo passo ed è molto affine a quella che preparo che ho visto preparare tutta la vita da bisnonne e nonne

http://www.cookaround.com/le-vostre-ricette/dolci-pasquali/ciaramicola-1

Però ciò che voglio proporvi io oggi è una ricettina semplice e ottima di muffin alla ciaramicola, vi assicuro che la riuscita è assicurata e grazie alla loro naturale allegria strappano comunque un sorriso


Ingredienti

Per la base:
300 gr di farina, 
200 di zucchero
100 gr di burro sciolto
3/4 di bustina di lievito
2 uova intere e 1 rosso
mezzo bicchiere di alchermes
100 ml di latte

per la meringa:
3 albumi
250 gr di zucchero a velo
confettini colorati


Il procedimento è semplicissimo: sbattete bene le due uova ed il rosso con lo zucchero fino a creare un composto spugnoso, aggiungere poco a poco la farina, il burro lasciato sciogliere l'alchermes ed il lievito, infine aggiungere il latte.
Per quanto riguarda il latte consiglio di aggiungerlo per ultimo controllando la consistenza del composto che è per tutto identica a quella tipica dei muffin e di regolarsi di conseguenza per ovviare a composti troppo solidi o al contrario troppo liquidi.
Infornarli su forno preriscaldato a 140 gradi per circa 20 minuti.
Nel frattempo preparate la meringa montando a neve ferma 3 albumi e aggiungendo lentamente lo zucchero a velo.
Togliete i muffin dal forno ma lasciatel all'interno dei loro stampini ed aiutandovi con un cucchiaio ponete un'abbondante guarnizione di meringa su ogni muffin, aggiungete una manciata di confettini colorati e mettete di nuovo in forno a 100 gradi per una decina di minuti.
Vedrete che il risultato sarà buonissimo e golosissimo...noterete come sono soffici e golosi all'interno quanto croccante è lo strato superficiale di meringa e confettini e morbidissimo lo strato sottostante della meringa stessa...




Vi lascio qualche immagine dei miei muffin...









Per i chi ama il folklore ecco qualche curiosità sulla Ciaramicola:

La ciaramicola è un inno alla città di Perugia ed in realtà la sua forma circolare è voluta, è formata idealmente da 5 montagnole che rappresentani i cinque rioni di Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta S. Pietro, queste 5 ideali montagnoli che formano il cerchio esterno della torta a mo di ciambella confluiscono in una zona centrale che sta a raffigurare la Piazza Grande, sulla quale svetta la Fontana Maggiore, simbolo della città. Anche i colori che compaiono sul dolce fanno riferimento ai rioni e allo stemma di Perugia.